La regina del grande nord

di Enrico Ghedini

Esistono luoghi nel mondo, che lasciano nel visitatore un senso di impotenza, luoghi che riportano l’essere umano  alla sua dimensione reale ed infinitesimale, al cospetto di una natura potente, maestosa, che lascia quasi senza respiro. Il Canada è certamente uno di questi luoghi e subito corrono alla mente le immagini della British Columbia, i fiumi che scorrono in mezzo a vallate di sempre verdi, le enormi steelhead dello Skeena River, i salmoni… gli orsi intenti a divorarli durante le risalite stagionali…

Ma questo paese è anche in gran parte un territorio artico, in fatti i territori del Northwest Territories giacciono in quasi tutta la loro estensione oltre il circolo polare artico, e rappresentano quanto di più maestoso,selvaggio ed inospitale la natura abbia da offrire in questo continente. In questi territori esistono alcune fisheries che nulla hanno da invidiare a quelle appunto più famose e blasonate della British Columbia, anzi sono il regno di uno dei salmonidi più grandi al mondo.

 

Il Grande Lago degli Orsi e le sue lakers

Il Great Bear ha una superficie di circa 31.000 km quadrati e più di duemila chilometri di coste, forse sarebbe meglio definirlo mare per gli standard europei! Ma il nostro interesse non è unicamente naturalistico, è soprattutto alieutico. Infatti, come già detto, questo lago  è il regno di uno dei salmonidi più grandi, belli, potenti e ricercati di questa parte di emisfero, la regina del grande nord, sua maestà Namaycush, o Lake Trout o semplicemente come viene  familiarmente chiamata in questi luoghi, Laker. L’unico paese stabilmente abitato sulle rive del lago, è Deline, che si trova sul braccio ovest, un paese di appena 500 anime (NDR. cani, alci ed orsi compresi)!! Questo dovrebbe dare la dimensione dell’isolamento di questo luogo, che è  riconosciuto tra tutti i pescaviaggiatori come il regno delle trote di lago più grandi del mondo! La trota di lago (salvelinus namaycush) di fatto non è una trota, ma bensì un salmerino. Se ne riconoscono almeno due fenotipi  differenti; le “red fin”, che hanno le pinne di un bel colore arancio/rosso e la livrea che presenta i classici spot bianchi. Tendono ad avere pinne molto larghe e la bocca leggermente più piccola. Le “gray fin” invece, sono di un colore grigio quasi omogeneo, senza le screziature rosse delle red, ma sempre con la presenza della puntinatura bianca sulla livrea ed un colore bianco panna sul ventre. Questo ultimo fenotipo è quello che raggiunge le misure maggiori, e tende ad avere un corpo più allungato ma più grosso e soprattutto una testa ed una bocca enormi, tali che  gli esemplari più grandi potrebbero tranquillamente  “ospitare” la testa di un uomo all’interno delle fauci. Assomigliano un po’ alla nostra amata marmorata, con la testa quasi un terzo del corpo. Questo pesce ancora oggi è molto studiato per risalire alla sua genetica ed allo sviluppo della specie in Nord America, ma ancora abbiamo una conoscenza limitata delle abitudini e della genetica di questi salmonidi maestosi, ed alcuni studiosi pensano  che siano il frutto di incroci avvenuti nei secoli tra salmerini e trote autoctone. Addirittura pare esistano anche altri due o tre fenotipi differenti. Il Great Bear Lake, nel corso degli  anni, ha prodotto diversi record IGFA sia a mosca, che sulle line classes. Il record All Tackle (in pratica il pesce più grosso mai pescato con canna e mulinello utilizzando una qualsiasi tecnica, rispettando i dettami delle regole IGFA) è stato omologato in questo lago nel 1995 da Lloyd Bull, ed è un esemplare veramente enorme. Vi assicuro che ammirare la riproduzione del pesce appesa sopra al bar del lodge, fa dimenticare qualsiasi esemplare di salmonide mai pescato nella carriera di un angler, forse unica eccezione come taglia, gli Huco e i Taimen presenti in Europa, Russia e Mongolia. Si tratta infatti di un esemplare di ben 32,65 chili per una lunghezza di circa 1,50 metri per una circonferenza all’addome di circa 81 cm! Ma se questo esemplare rappresenta il più grande esemplare della specie mai pescato con canna e mulinello, e se questo mostro non bastasse a dare l’idea delle dimensioni raggiungibili da questa specie, esiste anche un record “non ufficiale”, ma comunque documentato, con la  cattura di un esemplare di ben 102 lbs (46,2 kg) nel lago Athabasca nel 1961 utilizzando un tramaglio.

 

Plummer's pionieri del grande nord

Per affrontare questo viaggio, ci siamo affidati all’unico operatore presente su questo lago, ed unico ad avere l’esclusiva di pesca ed un lodge in loco, il Plummer’s lodge. Plummer’s è forse l’operatore più vecchio del Nord America, certamente sul lago, ed è l’unico che continua a gestire una struttura in questi luoghi magnifici. La base di appoggio per questa avventura è Yelloknife, la bella cittadina, capitale dei diamanti del nord america, che si trova sulle rive di un altro lago meraviglioso dal punto di vista alieutico, il Great Slave… il lago con la popolazione di northern pikes più vasta e con gli esemplari più grandi del mondo! Si parte generalmente con un volo charter al pomeriggio, e si atterra direttamente sulla pista privata del lodge dopo circa un paio di ore, pronti dopo pochi minuti a partire per la prima battuta di pesca. Già il solo trasferimento aereo è uno spettacolo, durante il viaggio si possono ammirare gli stupendi scorci della tundra artica, che per centinaia di chilometri, appare ai ns. occhi quasi come un deserto desolato e puntellato di piccoli laghi e stagni creati dallo scioglimento del ghiaccio, e dove non è difficile individuare branchi di buoi muschiati o karibou intenti a pascolare. Dopo aver descritto i luoghi e lo spot, è facile intuire come la pesca a queste latitudini non sia proprio priva di difficoltà. Nonostante vi sia una pressione di pesca quasi nulla, la cattura di esemplari over 20 libbre non è proprio un obiettivo così semplice e privo di sacrifici. Nel lago, che ha una legislazione di catch and release totale, (le namaycush hanno un ritmo di crescita molto basso, e possono vivere per decine e decine di anni, si pensa che il record all tackle, sia un pesce che si avvicini ai 100-120 anni, quindi anche pesci nell’ordine dei 30-40 pounds possono avvicinarsi ai 60-70 anni) sono ammessi unicamente 400 pescatori a stagione, e se pensiamo che la stagione non dura più di 3 mesi, è facile intuire  quante trote di lago non abbiano mai visto un artificiale! Questo però non significa pesca facile, infatti data la vastità del lago, occorre trovare i pesci nei continui spostamenti indotti dalle situazioni climatiche e dallo spostamento della linee di termoclino durante i brevi mesi estivi. Per agevolare questa ricerca, il plummer’s lodge gestisce in maniera eccellente e mette a disposizione dei clienti un parco barche veramente notevole, di circa una trentina, tutte di alluminio e dotate di sedili girevoli, che oltre ad essere molto comode, sono essenziali soprattutto se si cerca di catturare l’esemplare record. In realtà esistono periodi in cui, soprattutto ad inizio stagione, è possibile catturare esemplari anche over 20 libbre da riva a vista, ma essendo il periodo riproduttivo per questa specie, anche se la pesca è concessa, ritengo da pescatore etico e sportivo che in questo periodo le namaycush debbano essere lasciate indisturbate; in fondo questi pesci hanno unicamente un paio di mesi per mettere in pratica la riproduzione, e credo che siano da rispettare durante questo periodo cruciale per la loro sopravvivenza, data la difficoltà estrema dell’ambiente in cui vivono. Se in estate si possono avere anche una ventina di gradi durante il giorno, e scendere anche sino ai 2-5 la sera, in inverno si possono raggiungere temperature anche oltre i -40, -50. Lo strato di ghiaccio sulla superficie del lago può tranquillamente superare i 3 metri..è facile capire come mai questi pesci difficilmente crescano più di 200-250 gr. all’anno. Una parte del lago poi in inverno diventa una vera e propria autostrada per i grossi camion che trasportano derrate e materiali verso l’isolata Deline che altrimenti nei mesi invernali sarebbe completamente isolata dal resto della civiltà. (alcuni di voi avranno visto di sicuro su History channel il programma eroi del ghiaccio, la prima serie si è proprio svolta in grossa parte nei territori del northwest territories e del nunavut).

 

Traina, una tecnica imprescindibile

Se la cattura di esemplari fino a diversi chili è abbastanza comune anche pescando a piedi dalle rive, la tecnica migliore per sperare nella trophy laker, è sicuramente la traina. Questa tecnica permette la ricerca degli spot migliori in base alle condizioni climatiche e comunque in base agli spostamenti del pesce foraggio e ci può permettere di battere più acqua e di avere l’incontro sperato con il pesce di taglia. Da pescatori europei ci si aspetterebbe di utilizzare il solito cucchiaio ondulante di misura generosa, o il solito plug da traina… Quando vi renderete conto delle misure degli ondulanti che si utilizzano sul Great Bear, capirete subito con chi avete a che fare. Infatti vengono utilizzate esche a dir poco generose, dalle misure quasi imbarazzanti per noi europei, tra le quali cito quelle che hanno prodotti negli anni tutti gli esemplari record, cioè lo storico Flatfish T60 della Helin, i Daredvl, gli Husky Senior della Eppinger. Ai nostri occhi, più che ondulanti, o esche da traina per trote, sembrano proprio delle padelle per cuocere le uova! Per gli ondulanti infatti, parliamo di misure che superano tranquillamente le dimensioni del palmo di una mano di un adulto per un peso sino a due once e mezzo, ed il flatfish T60 può apparire più  un’esca da siluro che una da salmerini! Ma vi garantisco che l’utilizzo di artificiali vistosi e grandi è essenziale per catturare il pesce della vostra vita. Non è raro trovare su internet foto di namaycush del Great Bear lake, che pinneggiano tranquillamente… con un temolo artico da due chili in bocca!  Pur essendo le acque del lago a dir poco pure e trasparenti (si vede tranquillamente il fondo fino a oltre 10 metri e si può bere tranquillamente l’acqua da qualsiasi punto del lago), per indurre all’attacco gli esemplari più grandi, occorre utilizzare le armi pesanti. Normalmente si trainano gli ondulanti ad una profondità variabile dai 5 ai 15 metri, a volte anche con l’ausilio di downriggers, che però rendono la pesca molto meno divertente, e limitano non di poco lo spazio a bordo dei natanti. Durante le nostre battute abbiamo dedicato un paio di giorni alla pesca a spinning lungo le coste e all’interno di baie isolate, catturando diversi esemplari fino oltre i 5 chili. Un paio di giorni sono stati dedicati poi alla traina, catturando comunque esemplari degni di nota, ma sfortunatamente non riuscendo a catturare una vera“mammona”. Ovviamente ho dovuto violentare psicologicamente Silvio per convincerlo a trainare, la sua genetica da “supertrotaiolo da corrente” lo accompagna sempre, ma con dei dinosauri a piede libero saremmo stati dei pazzi a non tentare! Avevo promesso a Silvio di non rivelare questo nostro piccolo segreto, ma visto che mi sono preso tutte le colpe del caso, sono certo mi perdonerà, anche perché le più grosse le hai prese lui. Comunque pesci di 6-8 chili di peso, garantiscono già un combattimento esaltante, con continue ed energiche testate verso il fondo, e con partenze veramente feroci. Mi è stato confermato dalla ns guida, Michael Harrison, aka  Pike Mike (il soprannome la dice lunga!), che gli esemplari da record molto spesso però non oppongono una resistenza degna di quelli più piccoli, ed a volte può capitare che  un esemplare di 30 pounds ed oltre venga portato a guadino dopo combattimenti veloci e poco esaltanti! Posso assicurare che esemplari come quelli in foto, possono mettere tranquillamente in crisi attrezzi da jerk bait se non di ottima qualità, e più di una volta io e Silvio ci siamo guardati in faccia mirando le curve delle canne con aria terrorizzata! Fortunatamente avevo con me una canna da jerkbait che si è rivelata una degna compagna di questa avventura, comportandosi egregiamente anche trainando le “padelle” sopra descritte con pesi aggiuntivi sino a oltre 30-40 grammi. Parlo della Cormoran Black Bull-S jerkbait da 1,95 metri, una canna veramente tosta abbinata ad uno dei migliori mulinelli rotanti per pesche gravose oggi presenti sul mercato, il Daiwa TD Luna 300L. Anche se forse un po’ troppo lunga per la pesca da barca e per trainare, si è rivelata un attrezzo meraviglioso, ed è stata messa veramente a dura prova! Quindi occorrono attrezzi da traina o da spinning pesante, con libragli  per lo meno da 30 lbs, o canne da jerk bait di sicura affidabilità, abbinate con mulinelli da casting capaci di contenere per lo meno 150-200 metri di mono da 20-30 pound. Non ho mai utilizzato la treccia, soprattutto a traina, perché credo che optando per questa tecnica alla ricerca di esemplari record sia necessario avere un’elasticità maggiore durante l’abboccata, così da non sottrarre dalla bocca del predatore l’esca durante l’attacco. Inoltre, data la bocca veramente coriacea, è essenziale un minimo di elasticità per permettere ai grossi ami di fare presa nel modo dovuto sulle potenti e dure mascelle di questo pesce e di resistere ed ammortizzare le innumerevoli e poderose testate che sviluppa durante il combattimento, pena la perdita della cattura e del possibile “dinosauro”.

 

Non solo Namaycush

Se poi la ricerca della namycush non vi basta, sappiate che si possono catturare enormi lavarelli (whitefish) di pesi anche superiori ai 4 chili, per non tralasciare un qualche intermezzo a lucci, che sebbene non raggiungano le dimensioni mostruose dei loro cugini del Great Slave, vi faranno passare qualche ora di puro divertimento. Pensate che in tre pescatori, in appena un paio di ore di pesca all’interno di un piccolo affluente del lago (spot segreto del buon Pike Mike che tra l’altro è l’unica guida che non disdegna la pesca al luccio in quanto per le altre guide è semplicemente inspiegabile che dei pazzoidi provenienti da mezzo mondo, giungano sin qui nel mezzo dell’artico canadese… in un lago con una popolazione di lakers gigantesche… per pescare il luccio; beati loro che si possono permettere di fare gli snob), abbiamo catturato non meno di 30-40 lucci a testa, con esemplari sino ad oltre 5 chili, praticamente un luccio ogni due lanci. Da non dimenticare assolutamente, soprattutto per i moschisti, che nel lago è presente una grassa e nutrita popolazione di temoli artici, anch’essi di dimensioni record; diciamo che pesci da 40-50 centimetri sono nella norma, e non è raro catturare esemplari oltre i due chili di peso. Una peculiarità del temolo artico di questi luoghi è la grande propensione, al contrario della maggioranza delle popolazioni presenti in nord Europa, ad attaccare piccoli rotanti con ferocia e potrà quindi essere un piacevole intermezzo nella ricerca del pesce da trofeo. Vorrei solo dare un ulteriore consiglio tecnico a chi si vorrà recare in questo lago meraviglioso: quando avvertirete la mangiata a traina, non abbiate paura a ferrare con violenza anche 3-4 volte, diciamo un po’ alla “tarpon style”, infatti le bocche di questi pesci sono veramente difficili da bucare e spesso vi capiterà anche dopo avere ferrato con la forza di un lottatore di sumo, di perdere il pesce a causa di slamature. Vi posso garantire che avendo anche pescato diverse volte il tarpon, o l’arapaima, o lo snakehead, che sono tutti pesci con bocche ossee durissime, la bocca della namaycush è forse quella che di più mi ha ricordato le fauci marmoree di questi potenti predoni. E’ d’obbligo quindi utilizzare unicamente ami ed ancore indicate per la pesca di predatori tipo il tarpon o la cubera, con ami super affilati, altrimenti le potenti mascelle di questo stupendo salmonide, si faranno beffe di voi!

Questo  viaggio è stata un esperienza magica e meravigliosa, per la pesca, per la compagnia ma sopratutto per i luoghi stessi, talmente belli e maestosi da lasciare netta una sensazione di impotenza nel pescatore; sono luoghi che  fanno realmente comprendere quanto la dimensione umana sia insignificante di fronte alla natura, che è la sola e vera padrona incontrastata del grande nord canadese.

Pubblicato il 01/06/2015