Daiwa Classic 2015 "Tecnica ai massimi livelli"

Il titolo di Campione del Daiwa Classic cambia agonista ma non cambia regione e società; Giuseppe Di Andrea, per due anni consecutivi (2013-2014) campione del Daiwa Classic, passa il testimone al suo compagno di squadra Marco Ferracatena che con uno strabiliante risultato conquista il titolo del 2015. Gli oltre 140 concorrenti, l’11 e 12 aprile hanno vissuto nel contesto ambientale del comprensorio Parco Laghi una due giorni ricca di emozioni e colpi di scena grazie al rodato sistema di assegnazione e calcolo dei punteggi tale per cui le opportunità di rimontare sulla classifica sono sempre alla portata di tutti. Suddivisi ad estrazione in due gruppi, i partecipanti hanno rispettivamente gareggiato sul lago Lungo e sul lago Pontini scambiandosi il giorno successivo il campo gara; per l’occasione sono inoltre state suddivise le semine di trote iridee con taglie diversificate, con un primo stock il giovedì col successivo mantenimento dei laghi a riposo biologico, e una seconda semina praticata nel tardo pomeriggio di sabato dopo la prima sessione di gara. Come per la precedente edizione, oltre alla tradizionale classifica individuale, anche questo anno è stata riconfermata la classifica a squadre che ha visto la formazione di ben 16 gruppi composti da quattro agonisti cadauno suddivisi due a due nei campi gara e i cui punteggi individuali, sommati tra loro, costituivano il risultato della squadra. Inutile dire che le aspettative da parte dei partecipanti erano molto alte, e infatti non sono state disattese le previsioni con un’intensa attività predatoria da parte non solo dei pesci di pronta immissione, ma anche con i predatori già presenti nei laghi. Il perenne regine no-kill di questi due bacini lacustri ha infatti permesso agli agonisti di pescare anche su una base molto consistente di pesci stanziali, in particolare trote fario e lacustri in maggior parte, ma anche lucci e black bass seppure in densità più bassa.

 

Particolari tecnici

Osservando lo stile tecnico dei lanciatori in azione, si è subito evidenziata una netta divisione tra gli agonisti più “tradizionalisti” e quelli orientati invece al light game o addirittura al trout area game. A dire la verità quest’ultima “disciplina”, che in realtà troverebbe la sua originale espressione con taglie di salmonidi sotto i 200 grammi, in questa gara ha avuto un eccellente riscontro attraverso l’utilizzo di artificiali di reazione molto piccoli, tendenzialmente cucchiaini ondulanti, utilizzati con attrezzature e dotazioni straordinariamente leggere tali da permettere la corretta gestione di esche anche sotto il grammo e mezzo di peso pur ottenendo buone gittate di lancio che permettevano di arrivare sui pesci che cacciavano a distanza.

L’unica pecca, se così vogliamo definirla, è stato l’eccessivo tempo di recupero di pesci di grossa taglia che in questo senso hanno in parte penalizzato alcuni lanciatori comunque bravi a recuperare successivamente lo svantaggio sulle prede di pezzatura inferiore. Vi è infatti da precisare che la modalità di assegnazione del punteggio era modulata sulla quantità di capi catturati in funzione dell’avanzamento dei turni di pesca, in questo modo il punteggio accumulava maggiore marginalità con il passare del tempo per l’ovvio incremento di difficoltà.

 

Il primo giorno di gara

Successivamente alla conferenza di apertura alla presenza di organizzatori e partecipanti, alla quale per altro è intervenuto anche l’AD di Daiwa Italy, Matteo Bernasconi, i gruppi di concorrenti si sono diretti verso i rispettivi campi gara prendendo posizione presso il lago Lungo e il lago Pontini. Le prime due ore di pesca, come per altro ci si aspettava, sono state incredibilmente movimentate con una serie di catture ripetitive che hanno impegnato gli agonisti sul fronte della velocità per poter andare a segno sul maggior numero di pesci. Moltissime le slamature e le mangiate a vuoto, complice l’acqua velata per effetto dei forti temporali delle giornate precedenti, che hanno penalizzato più di qualche pescatore partito inizialmente bene ma arrivando lungo in classifica al termine della prima giornata di gara. Oltre alle trote iridee che hanno rappresentato le catture più ricorrenti per la massiccia semina eseguita, hanno risposto piuttosto bene anche lacustri e fario le cui taglie hanno determinato una piacevole sorpresa per i lanciatori ben felici di avere una foto ricordo con una preda di taglia. Per il gruppo partito dal lago Lungo, la classifica intermedia ha visto posizionarsi al primo posto Valentino La Torre con 23800 punti seguito a brevissima distanza da Moreno Franceschini con 23500 punti, mentre con punti 21000 si posiziona al terzo posto Marco Ghetti. Al termine della prima giornata di pesca, il lago Pontini in base alla registrazione delle catture ha reso un risultato leggermente superiore rispetto al Lungo, infatti il podio parziale ha visto primeggiare Nicholas Militello con 30800 punti tallonato dal bravissimo Marco Ferracatena con un distacco di appena 200 punti (30600). Il terzo di giornata è stato il giovanissimo Lodovico Concetti che ha totalizzato 29600 punti.

 

Al via la seconda sessione di pesca

Le azioni di pesca sono riprese domenica mattina con un drastico abbassamento della temperatura rispetto alla prima sessione di gara di sabato pomeriggio; questo ha determinato un iniziale rallentamento dell’attività di caccia dei salmonidi che si è intensificato dopo la prima mezz’ora di competizione grazie anche alla seconda semina di trote iridee. Le strategie di pesca degli agonisti non sono cambiate rispetto al giorno precedente, anzi diciamo che la tendenza di molti è stata di iniziare da subito con artificiali di reazione molto piccoli che hanno immediatamente suscitato l’interesse dei pinnuti. Qualche intrepido partecipante dopo i primi due turni di gara, quando si registrava già un forte calo dell’attività del pesce complice sia l’insistente pressione di pesca che il repentino innalzamento della temperatura con i raggi del sole che incalzavano sulla superficie degli specchi d’acqua, si è specificatamente dedicato alla pesca di fario e lacustri adottando una tecnica di ricerca adiacente al fondale con minnow affondanti manovrati con estrema lentezza. I risultati non si sono fatti attendere, e più di qualcuno è riuscito ad incrementare la propria posizione in classifica anche grazie a strategie come questa. Rispetto alla precedente classifica intermedia, il gruppo partito dal lago Lungo e in gara ai Pontini in questa seconda giornata ha visto rimettere completamente in discussione i piazzamenti del podio; l’incredibile rimonta di agonisti quali Michele Goretti (secondo assoluta nella classifica generale) e Matteo Antonelli (quarto piazzato) ha dimostrato che in questa competizione non è mai detta l’ultima fin tanto che il segnale di termine non decreta la conclusione della competizione. Leggermente differente invece la situazione per l’altro gruppo di agonisti, con una straordinaria performance di Marco Ferracatena letteralmente scatenato in questa seconda giornata di pesca che lo ha visto trionfare nella classifica generale aggiudicandosi il titolo di campione del Daiwa Classic di questa edizione. Ottimo risultato anche per Lodovico Concetti che ha ottenuto il terzo posto assoluto. Infatti la classifica finale è stata redatta mettendo a confronto i risultati individuali dei due gruppi di agonisti a parità di piazzamento, pertanto si è confrontato il punteggio del primo di ogni gruppo assegnando il 1° e 2° piazzamento nella classifica generale, i secondi di assegnando il 3° e 4° posto, e così via.

Per quanto riguarda la classifica a squadre, ha primeggiato su tutte la squadra 1 della società Teramo Spinning composta da Di Cesare, Ferracatena, Esposito e Di Andrea con 135500 punti, al secondo posto si è posizionata la Martin Alba Maver con gli agonisti Ciaralli, Agostini, Mazza, Concetti e un punteggio complessivo di 129300, mentre il terzo piazzamento se lo è aggiudicato la prima squadra di Sansepolcro Fishing Team Heracles composta da Goretti, Bernacchi, Antonelli e Sabatini con 125100 punti. A queste tre squadre si sono stati assegnati, come premio, dei cesti di prodotti agro alimentari tipici della zona. Le premiazioni individuali hanno visto assegnare attrezzature ed esche artificiali Daiwa fino al 40° classificato, mentre i primi tre assoluti voleranno in Svezia per trascorrere un soggiorno di pesca di una settimana a caccia di lucci.

 

L’intervista a Marco Ferracatena

A conclusione della consueta cerimonia di premiazione, non poteva mancare una breve intervista al neo campione che ha alzato con orgoglio il prestigioso trofeo Daiwa Classic. A parte la palese e naturale emozione del risultato ottenuto, siamo riusciti a strappare a Marco due “confessioni” che le cogliamo più come intuizioni di un autentico campione: la prima, seppur banale, è di sbagliare il meno possibile le ferrate concentrandosi sui tempi di reazione e sul successivo corretto recupero del pesce per portarlo a riva evitando slamature accidentali. Purtroppo non è cosa facile, e soprattutto in una competizione dove i tempi vengono misurati al minuto ci vuole senza dubbio una grandissima concentrazione e costanza. Il secondo punto riguarda la corretta scelta dell’esca artificiale, e anche in questo caso Marco ha dimostrato grande attenzione perché, come ci ha raccontato, inizialmente era partito percependo poche abboccate; dopo il primo turno di pesca ha sostituito il piccolo ondulante inizialmente montato, con un modello uguale ma dal peso specifico leggermente maggiore (appena mezzo grammo in più). A parità di azione e velocità di recupero, ha guadagnato qualche decina di centimetri di profondità in più che gli ha permesso di entrare nello strato d’acqua dove si spostavano le iridee per cacciare. Questa intuizione, derivata anche per la velatura dell’acqua, gli ha reso una continuità di catture regalandogli uno straordinario risultato. Complimenti al nuovo campione che il prossimo anno tenterà di difendere il suo titolo.

 

 

 

 

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Data: 11/04/2015 - 12/04/2015
Luogo: Parco Laghi - Bagno di Romagna
Classifica: -