Daiwa Classic 2013 "Emozioni allo stato puro"

Il Daiwa Classic di questo anno sarà sicuramente ricordato come l’edizione in cui questa manifestazione ha subito un sostanziale cambiamento organizzativo, volto in primis al no-kill totale e alla rimodulazione dei punteggi per consentire appunto un buon bilanciamento nell’assegnazione dei risultati. Si è svolta gli scorsi 6 e 7 aprile, nel comprensorio Parco Laghi, questa sesta edizione di una delle più importanti e blasonate manifestazioni agonistiche nazionali che ogni anno richiama oltre 100 lanciatori provenienti da tutta Italia per contendersi, oltre agli ambiti premi, soprattutto il titolo di campione e il prestigioso trofeo che questo anno è stato alzato da Giuseppe Di Andrea. Questo anno sono stati due i laghi che hanno visto protagonisti il nutrito numero di partecipanti, Acquapartita e Pontini dove sono stati formati ad estrazione due gruppi che si sono poi scambiati il campo gara il giorno successivo. La formula utilizzata in questa edizione è piaciuta molto e soprattutto apprezzata perché ha fortemente diluito la pressione di pesca su ogni bacino lacustre, permettendo ai pescatori stessi di avere maggiore spazio entro cui muoversi. Una grossa novità è stata rappresentata anche dal calcolo dei punteggi che prevedeva, per specie differente, altrettanti punteggi il cui valore aumentava con l’avanzamento dei turni di pesca. Oltre alla classifica individuale, l’organizzazione aveva previsto anche una classifica per squadra/società/gruppo formata da quattro concorrenti dello stesso team; il punteggio veniva generato dalla sommatoria dei risultati individuali dei quattro concorrenti totalizzati nei due giorni di competizione. Inoltre per rendere più avvincente la manifestazione, in questa occasione sono stati premiati anche i primi tre classificati per lago della prima giornata di pesca.

 

La prima sessione di gara

Successivamente al briefing di apertura che si è svolto nella tarda mattinata di sabato presso la sala congressi dell’hotel Miramonti, dov’è stata illustrata nel dettaglio la nuova matrice organizzativa della manifestazione, i due gruppi di lanciatori precedentemente estratti si sono rispettivamente recati sulle sponde dei due laghi di assegnazione dove, in base al settore di collocazione e al proprio giudice di riferimento, hanno preso posizione sulle sponde dei bacini in attesa del via iniziale. Con un certo anticipo rispetto all’ora stabilita dal programma, la meticolosa preparazione delle attrezzature procedeva con assoluta precisione e si percepiva chiaramente la frenesia dei concorrenti ansiosi di fare il primo lancio. Al suono di tromba che segnalava l’inizio della gara, la concentrazione tra i concorrenti era al massimo e scaldati da un piacevole sole hanno iniziato a succedersi le prime catture concentrate a zone. Sia ad Acquapartita che ai Pontini hanno da subito risposto bene le trote iridee seminate per l’occasione, con taglie medie di 250-300 grammi spezzate di tanto in tanto con qualche bel capo che superava anche i due chili. Non sono mancate anche le catture di magnifiche trote fario e lacustri, pesci forti e tecnicamente impegnativi che in qualche caso hanno avuto la meglio spezzando addirittura i finali, forse eccessivamente sottili, di alcuni lanciatori. A dare immediatamente i risultati in termini di catture, il classico cucchiaino rotante non ha tradito le aspettative dei concorrenti che inizialmente hanno impostato una pesca di rapidità: vi è però da osservare un particolare, nel corso del pomeriggio le condizioni climatiche cambiavano con estrema rapidità, passando da una situazione soleggiata a nuvole e un fronte ventoso che si faceva sempre più sentire, mettendo continuamente in discussione le scelte tecniche da parte dei partecipanti. Già a metà gara di questa prima sessione i pesci si sono fatti decisamente più difficili, spostandosi verso il centro dei laghi obbligando così i concorrenti ad impiegare artificiali che avessero le caratteristiche idonee per essere lanciati a lungo raggio. Gli ondulanti e i minnow piombati senza paletta, a questo punto, hanno si sono dimostrati vantaggiosi soprattutto con un recupero lento sul fondo che sembrava l’unico per convincere le trote ad abboccare. Oltre ai salmonidi, in particolare ad Acquapartita sono stati agganciati anche sporadici lucci e persici reali di piccola taglia, ma ugualmente validi come punteggio per la classifica. Nonostante tutto la diluizione della pressione di pesca si è decisamente notata in quanto si sono registrate catture fino all’ultimo minuto di gara, inoltre l’applicazione del no-kill totale ha avuto un tasso di mortalità tra i pesci allamati e rilasciati bassissimo. L’organizzazione poteva già affermare che l’obiettivo era stato centrato! Al termine di questa prima giornata risultavano in vantaggio sul gruppo del lago Pontini i lanciatori Matteo Norbiato, primo, Ivan Di Cesare al secondo posto e Denny Tarquini in terza posizione, mentre per i lanciatori che hanno gareggiato ad Acquapartita il podio provvisorio lo hanno conquistato Giuseppe Di Andrea al primo posto, Marco Ferracatena secondo, mentre il terzo piazzamento lo ha ottenuto Fabrizio Lisa. Tutti questi agonisti sono stati premiati, per la classifica parziali, con una cesta di prodotti agro-alimentari tipici locali.

 

Il via alla seconda giornata di pesca

Completamente ribaltate rispetto alla giornata precedente le condizioni meteo, passando da una temperatura gradevole ad appena 4 gradi sopra lo zero e una coltre di nuvole basse che oltre a ridurre la luminosità hanno impennato il tasso di umidità. Tra i volti dei concorrenti, subito prima del via alla partenza, trasparivano dubbi e incertezze…ormai chi partecipa a queste competizioni sa per certo che i forti e repentini sbalzi termici rappresentano una vera e propria incognita per l’attività predatoria dei pesci. E di fatto è stato proprio così, perché nonostante la semina del nuovo pescato eseguita sabato pomeriggio al termine della prima sessione di gara, le trote non hanno risposto come il giorno precedente. Ha sicuramente reso meglio il lago Pontini dove però il pesce mangiava malissimo portandosi da subito a distanza dalla sponda e obbligando i concorrenti a lanci lunghissimi per arrivare a tiro delle trote. La difficoltà con mangiate molto “corte”, a lunga distanza, si riscontrava sulla ferrata poiché erano più i pesci slamati che quelli portati a riva. Molti concorrenti hanno subito capito che forse era il caso di ridurre drasticamente la dimensione delle esche artificiali, dirottando la scelta su piccoli ondulanti ma sufficientemente zavorrati per poterli lanciare il più distante possibile. Purtroppo però ci si è trovati fortemente limitati con le attrezzature tradizionali e davvero pochissimi lanciatori hanno beneficiato del vantaggio reso da canne ultra leggere o addirittura indicate per il light rock fishing. Rispetto a molte altre competizioni agonistiche a spinning, il Daiwa Classic non consente l’impiego degli artificiali in gomma se non consistenti in shad e swimbait già armate, pertanto la difficoltà è ulteriormente avvalorata per effetto del quasi utilizzo esclusivo della hard bait. Nonostante questo tutti i partecipanti hanno dimostrato una grande determinazione fino al termine della gara, nel tentativo di rimettere in discussione la classifica che è stata un’incognita fino al momento delle premiazioni.

 

Gioco di squadra

Mai come in questa edizione del Daiwa Classic si è avuto la percezione di una grande complicità e affiatamento, ma anche rispetto sportivo, tra i gruppi di pescatori che partecipavano con le squadra; erano ben 12 i team, composti a nuclei di quattro lanciatori, che gareggiavano per la suddetta classifica. A livello organizzativo, per equilibrare i risultati, i quattro componenti di ogni squadra sono stato equamente suddivisi nei due laghi e senza possibilità di entrare nello stesso settore. In questo modo le ripartizioni sono risultate perfettamente bilanciate e in assoluta parità. Mentre la seconda e terza società classificate (rispettivamente il Team Trota Sansepolcro e l’APS Sansepolcro con complessivi 44000 e 32100 punti) al termine dei due giorni di gara hanno sensibilmente distanziato le altre con un ragionevole allungamento, la prima squadra (ASD Big Stone di Teramo) ha invece spiccato il volo con 77800 punto. La consueta foto di rito e la consegna di ceste con prodotti alimentari tipici locali ha anticipato la successiva premiazione per la classifica individuale.

 

L’intervista ai primi tre classificati

Le premiazioni finali hanno visto assegnare i premi in palio ai primi 45 classificati, in modo specifico attrezzature, accessori ed esche artificiali dei marchi Daiwa, Cormoran, Yo-Zuri e JTM. Inoltre per stilare la classifica complessiva individuale, il risultato di ogni concorrente è stato raffrontato con i partecipanti dello stesso gruppo, e i migliori piazzamenti di entrambi i laghi messi a confronto assegnando la posizione più alta a parità di classifica. In parole semplici sono stati raffrontati tra loro i primi di ogni lago, i secondi, i terzi e così via, stabilendo per la classifica finale le sequenzialità ordinate. Il podio di questa sesta edizione del Daiwa Classic se lo sono aggiudicato, alla fine, tre componenti della stessa squadra che hanno davvero totalizzato un risultato di gruppo straordinario. Marco Ferracatena con 21500 punti ha conquistato il gradino più basso del podio, preceduto da Alessio Esposito con 17200 punti; sul gradino più alto è invece salito Giuseppe Di Andrea, Campione 2013 del Daiwa Classic, che ha avuto l’onore di alzare il fantastico trofeo. Tutti e tre i vincitori si sono aggiudicati un soggiorno di pesca in Irlanda presso l’organizzazione Casa Rizzini. Durante l’intervista finale a porte chiuse, i tre giovani agonisti hanno spiegato qual è stata la strategia che gli ha permesso di ottenere un così importante risultato: tutti hanno soprattutto optato per piccoli ondulanti come i Pica Spoon di Damiki che riuscivano a lanciare a distanza con canne la light rock fishing, aiutati anche da lenze e trecciati molto sottili. Nonostante le ferrate fossero difficoltose per la distanza dei pesci da riva, l’attrezzatura particolarmente flessibile permetteva di ottenere una maggiore sensibilità che ha permesso a questi bravi lanciatori di sbagliare il meno possibile. A conclusione di questa manifestazione, i ringraziamenti vanno alla gestione del comprensorio Parco Laghi, ai giudici che si sono resi disponibili, al tour operator Casa Rizzini Irlanda e alla società Fassa-Team Daiwa, ma soprattutto ai concorrenti che hanno partecipato con grande spirito di sportività. L’Appuntamento è il prossimo anno con la 7° edizione del Daiwa Classic.

 

 

 

 

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Data: 06/04/2013 - 07/04/2013
Luogo: Parco Laghi - Bagno di Romagna
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