Daiwa Classic 2012 "Lucci e lacustri a non finire"

Oltre centotrenta partecipanti, undici squadre iscritte per concorrere all’omonima classifica, ben tredici i club e le associazioni presenti impegnati in una competizione di due giorni; questi i numeri dell’ultimo Daiwa Classic, una manifestazione che mantiene costantemente alta l’attenzione sui premi in palio con fantastiche attrezzature e ambiti viaggi. Ma ciò a cui tutti i concorrenti puntano è l’emblematico trofeo che viene ogni anno alzato dal campione che si aggiudica il titolo individuale. Gli organizzatori, anche in questa quinta edizione, hanno scelto come location il comprensorio del Parco Laghi selezionando come campo gara il pescosissimo lago di Acquapartita. Mentre le condizioni ambientali si potevano considerare decisamente buone, la stessa cosa non si è potuta dire dell’acqua che per effetto dello scioglimento dell’abbondante neve caduta nei mesi precedenti ha inevitabilmente sporcato la superficie e gli strati intermedi rendendola opaca e con una scarsa visibilità. Questo ha decisamente compromesso l’esito delle catture che, badiamo bene, non sono mancate ma ci si aspettava sicuramente qualcosa di più soprattutto da parte delle trote iridee rilasciate in gran quantità il giorno precedente l’inizio della competizione e al termine della prima giornata di gara.

 

La concentrazione del primo giorno di gara

Sabato 30 aprile i lanciatori si sono radunati sulle sponde del lago dopo essere intervenuti al briefing di apertura sostenuto nella sala congressi dell’hotel Miramonti. Alle 14 in punto, a seguito dell’estrazione dei partecipanti e all’assegnazione del settore di pesca di partenza (complessivamente erano quattro localizzati rispettivamente per ogni sponda del lago), il direttore di gara ha dato ufficialmente il via a questa nuova edizione del Daiwa Classic. Fin dai primi lanci la concentrazione è stata altissima ed ogni pescatore cercava di capire quale fosse la migliore strategia da adottare per avere la meglio sui pesci. Infatti l’opportunità di insidiare molteplici specie per le quali da regolamento venivano assegnati punteggi differenziati, poneva i concorrenti nelle condizioni di ragionare in funzione di una  rapida scalata  in classifica.  Si è subito  compreso che i salmonidi non erano per nulla attivi sui recuperi veloci, certamente questo imputato all’opacità dell’acqua che non favoriva per nulla la caccia visiva con cui sono abituate ad alimentarsi le trote. Infatti le prime catture hanno iniziato a vedersi dal momento in cui gli artificiali venivano fatti lavorare lentamente lungo il fondale, ondulanti e minnow soprattutto oppure cucchiaini rotanti particolarmente leggeri. Sono state le trote lacustri a fare la parte del leone in questa prima giornata di gara, con moltissimi capi allamati e taglie davvero ragguardevoli sinonimo della straordinaria qualità del prodotto ittico con cui il gestore del comprensorio ha ripopolato il bacino. Inaspettatamente attivi, anche i lucci non si sono risparmiati registrando davvero tante catture nonostante avessimo come indice meteorologico uno stato di alta pressione con forte luminosità, e una temperatura assai gradevole, che hanno caratterizzato questo pomeriggio primaverile. Non stiamo parlando di taglie esageratamente grandi, ma esocidi dai nove etti ai tre chili che hanno determinato in classifica anche rimonte significative con oltre cinquanta capi certificati solamente in questa prima giornata di gara. Nel corso di questa prima sessione di gara, che si è succeduta in quattro turni di pesca al termine di ognuno dei quali si attuava a scalare lo spostamento di settore, sono stati catturati anche diversi esemplari di salmerino attivi nell’immediato sottoriva e che aggredivano gli artificiali praticamente a bruciapelo. Il regolamento no-kill applicato a questa manifestazione prevedeva l’immediato rilascio dei salmerini come per tutte le altre specie ittiche ad esclusione delle sole iridee, che invece era obbligatorio rattenere per la verifica del peso al termine della gara. Infatti, dopo il segnale che decretava conclusa questa prima giornata i giudici di settore hanno radunato i partecipanti e proceduto con le operazioni di pesatura.

 

Armonia e confronto alla cena di gala

Nel raffinato ambiente dell’hotel Miramonti, durante la serata di sabato si è svolta la cena di gala riservata ai partecipanti ed accompagnatori in cui si sono condivise le esperienze della prima giornata di gara e si anticipavano i pronostici sulla classifica parziale. Questa ultima, durante la cena, è stata esposta ai presenti anche con un breve resoconto delle catture: al termine della prima sessione Marco Renzini deteneva la vetta della classifica già con un significativo distacco rispetto ai piazzamenti oltre il quinto classificato che gli faceva sperare bene per l’indomani, seguito dal noto Matteo Norbiato e da Gianvito Di Marco. L’aspetto più interessante è che nella formula a scalare i punteggi potevano essere tranquillamente messi in discussione nella seconda sessione di gara, ciò che in effetti è avvenuto per molti lanciatori durante la competizione della domenica mattina. La stessa cosa valeva chiaramente per la classifica a squadre che si generava dalla sommatoria dei punteggi di ogni concorrente; provvisoriamente in testa alla classifica si affermava il Piri Piri Spinning Club, secondo il Sansepolcro Spinning e a seguire l’Abruzzo Spinning 2010. Ma la serata è stata motivo anche di ringraziamento rivolto a tutte le società e i gruppi di lanciatori intervenuti alla manifestazione, con la consegna di una targa in ricordo di questo evento. I rappresentati di ogni associazione, che citiamo, hanno pubblicamente ritirato il presente: Spinning Club Torino, Predator Fishing Club, Bergamo Spinning, D.G. Spinning, Piri Piri Spinning Club, Saccaggio Fishing Team, Esox Spinning Club, APS Sansepolcro, ASD Black Fish, ASD Big Stone Teramo, Revolutionary Bass Modena, Abruzzo Spinning 2010 e il Parco Laghi.

 

Le rimonte nella seconda giornata

Puntuali come un orologio svizzero, a parte qualche ritardatario che ha fatto le ore piccole la serata precedente, domenica mattina i concorrenti si sono nuovamente radunati sulle sponde del lago e posizionati all’interno dei settori di appartenenza in attesa del segnale d’inizio. Nonostante la seconda semina di trote iridee eseguita al termine della prima sessione di pesca, queste ultime non hanno risposto come ci si aspettava anche se la maggior parte delle catture si è praticamente concentrata nell’ultima ora di competizione e con un numero di capi regolarmente pesati superiori al giorno precedente. Le condizioni, rispetto alla prima giornata, sono praticamente rimaste invariate e i lanciatori hanno continuato ad adottare recuperi molto lenti anche con lanci a distanza. Sono state meno frequenti le  catture di lucci e lacustri, anche se dobbiamo registrare un elevato numero di pesci slamati in quanto restii a portare a termine attacchi decisi. Su questo specifico aspetto chi era attrezzato con più canne ha dirottato la scelta su grezzi decisamente più sensibili per meglio percepire le minime tocche, addirittura diminuendo la dimensione dell’esca artificiale scendendo a pesi sotto i tre grammi. Diversi lanciatori hanno rimontato la classifica con estrema efficacia, ne è un esempio Federico Marrone che con cinque salmonidi sommati ai quattro della giornata precedente è riuscito a conquistare il terzo posto assoluto. Ma non sono stati da meno anche gli altri lanciatori che si sono insidiati entro i primi dieci piazzamenti della classifica finale, dimostrando una grande concentrazione e determinazione lanciando ripetutamente fino all’ultimo minuto di gara senza mai mollare un solo momento. Verso metà gara, quella che era stata fino a pochi minuti prima una leggera brezza è diventata sempre più sostenuta con raffiche di vento che hanno messo in leggera difficoltà gli agonisti nei settori più esposti e limitandoli anche nella distanza del lancio. Di contro vi è da dire che l’ossigenazione superficiale dell’acqua ha comunque attivato le trote iridee che proprio verso il termine della competizione hanno animato la gara facendo registrare molte canne piegate anche in contemporanea. Al segnale di fine gara, e in prospettiva delle pesature, hanno iniziato a rincorrersi tra i partecipanti i pronostici sugli eventuali vincitori   ma   senza   un’idea   ben   precisa poiché l’elaborato sistema di calcolo del punteggio, sommato al giorno precedente, poteva riservare delle sorprese. Successivamente alla stesura della classifica finale e all’aperitivo servito per tutti i concorrenti nel giardino estivo dell’hotel Miramonti, si dava seguito alla cerimonia di premiazione nella sala congressi allestita per l’occasione. Al discorso di apertura con i ringraziamenti agli sponsor e al gestore del Parco Laghi, è subito seguita la premiazione con un omaggio ai tre partecipanti più giovani. E’ stata poi la volta dei classificati individuali, dal 45° a salire fino all’atteso momento della chiamata del podio: al terzo posto Federico Marrone che si aggiudica un soggiorno di pesca in Irlanda di quattro giorni e attrezzatura Daiwa, secondo classificato Gianvito Di Marco vincitore anche lui di un soggiorno di pesca in Irlanda ma di una settimana e attrezzature Daiwa, mentre il campione di questa quinta edizione che ha alzato fiero del proprio risultato l’ambito trofeo è stato Marco Renzini che si è aggiudicato anche un soggiorno di pesca di una settimana in Argentina e un mulinello Daiwa Certate. Ma non è finita qui, perché la manifestazione prevedeva anche una premiazione per la classifica a squadre con delle ceste di prodotti tipici locali: in sequenza, dal primo al terzo, il Sansepolcro Spinning con 25690 punti, il Predator Fishing Club con 23500 punti e l’APS Sansepolcro con un punteggio di 21148. A conclusione è stato reso noto dagli organizzatori la volontà, dal prossimo anno, di riconvertire completamente la manifestazione al no-kill con un nuovo sistema di calcolo del punteggio.

Data: 31/03/2012 - 01/04/2012
Luogo: Parco Laghi - Bagno di Romagna
Classifica: Scarica