Daiwa Classic 2010 "Un successo che continua a crescere"

Si sapeva chiaramente già dalla sua presentazione all’ultimo Fishing Show che la terza edizione del Daiwa Classic avrebbe suscitato molto interesse, ma nessuno si sarebbe aspettato oltre 200 richieste di partecipazione per questo evento sportivo che si colloca attualmente tra i più blasonati del nostro Paese. Tuttavia le esigenze logistiche del campo gara prescelto hanno forzatamente imposto un numero limite di partecipanti, con la soglia massima di 128 presenze raggiunte appena dopo due settimane dall’apertura delle iscrizioni. Lo scorso 21 marzo è stato ancora una volta protagonista il comprensorio del Parco Laghi a Bagno di Romagna, in cui gli organizzatori hanno scelto come location il pescosissimo lago di Acquapartita situato a circa 800 metri s.l.m. Aspetto interessante dell’iniziativa è stata l’accoglienza del giorno prima, dove partecipanti e accompagnatori sono stati invitati a partecipare alla presentazione ufficiale della manifestazione tenutasi presso la sala congressi dell’adiacente hotel Miramonti, impianto alberghiero di grande prestigio scelto proprio per la sua immagine ed eleganza. In questo appuntamento pomeridiano sono stati affrontati in maniera dettagliata i punti del regolamento, con la spiegazione organizzativa e al termine dell’incontro l’estrazione dei partecipanti con l’assegnazione dei rispettivi settori di partenza. Autorevole in questo frangente la presenza di Max Mughini che in rappresentanza dell’azienda Fassa di Milano ha illustrato la nuova linea di canne da casting Team Daiwa.

 

Il via alla gara

L’indomani mattina, col raduno fissato dalle ore 6, si procedeva alla consegna del gadget consistente in un orologio Team Daiwa e all’appello di presenza; alle 7.30 in punto, dopo che tutti i partecipanti si erano disposti all’interno del proprio settore di assegnazione, il direttore di gara dava il via ufficiale a questa terza edizione. Da subito le condizioni ambientali non risultavano per nulla facili, difficoltà dettata dall’acqua particolarmente fredda alimentata dallo scioglimento della neve caduta abbondantemente fino  ad una settimana prima. Infatti i salmonidi, in particolare, non presentavano un’intensa attività ma aggredivano gli artificiali con poca decisione e per lo più portando a termine aggressioni fulminee e con lievi toccatine. Molti partecipanti hanno capito fin da subito che sarebbero stati i recuperi rallentati a funzionare meglio, e così è stato con un’inversione di tendenza quasi generale che ha favorito la cattura continuativa di molte trote. Gli artificiali impiegati, quasi totalmente di reazione quali rotanti, ondulanti e minnow, sono stati dapprima utilizzati per sondare le zone più adiacenti al sottosponda con risultati iniziali abbastanza soddisfacenti, ma in seguito con l’aumento della pressione di pesca e l’allontanamento dei salmonidi moltissimi concorrenti hanno iniziato ad usare esche dal peso specifico più sostenuto per arrivare a distanze maggiori verso il centro del lago. Col passare del tempo l’azione di pesca si era concentrata sempre più sul fondale in quanto i salmonidi stessi avevano rallentato l’attività di caccia, anche in funzione della continua alimentazione di acqua fredda che entrava nel lago attraverso piccoli ruscelli formatesi per effetto del continuo scioglimento della neve. Già dal primo turno di pesca iniziava a delinearsi una bozza di classifica, e là dove alcuni concorrenti hanno preso da subito le distanze rispetto agli altri con qualche cattura in più, in linea di massima hanno mantenuto il proprio vantaggio anche verso il termine della competizione. Ha sicuramente giovato la semina intermedia programmata dagli organizzatori, circa 150 chilogrammi di trote iridee che sono andati ad aggiungersi agli oltre 5 quintali precedentemente rilasciati nella acque del lago.

 

Oltre alle trote anche lucci & C.

Qualche sorpresa l’hanno comunque riservata i lucci, con molte catture di taglia medio piccola che hanno contribuito a migliorare i piazzamenti individuali; infatti il regolamento prevedeva, oltre all’assegnazione di un punteggio calcolato per peso e numero sui salmonidi, anche un riconoscimento per i lucci (con 2000 punti a capo) e per gli altri predatori (700 punti a pezzo). Ad esclusione dei salmonidi tutte le altre specie allamate, dopo la convalida da parte del giudice di settore, dovevano essere obbligatoriamente rilasciate. Durante il decorso dei  quattro turni  di gara, ognuno della durata di 50 minuti, si è assistito anche a vari colpi di scena con rimonte di classifica e a volte momenti di sconforto, questi ultimi dettati soprattutto dalle prede slamate o comunque perse; infatti, complessivamente, le trote rilasciate hanno risposto in maniera soddisfacente facendo registrare capi di taglia importante che superavano anche i due chili. Una nota dolente riguarda invece uno sfortunato concorrente che dopo essere riuscito a portare a riva e guadinare un’iridea di quasi sei chili, questa con una straordinaria potenza ha divelto i supporti rigidi del retino riguadagnando l’acqua del lago. La competizione si è conclusa puntualmente verso le 11.30 orario in cui i giudici di settore hanno chiamato ordinatamente a raccolta i partecipanti guidandoli alla stazione di pesa per il controllo del pescato. Sono stati circa un centinaio i lanciatori entrati nella classifica generale, anche se a premio ne sono andati quaranta come stabiliva la programmazione iniziale dell’evento. Durante i ritiro della squadra dei giudici per stilare la classifica finale, tutti i concorrenti con i vari accompagnatori hanno beneficiato di un aperitivo offerto dagli organizzatori e tenutosi nella hall dell’hotel Miramonti.

 

L’emozione delle premiazioni

Le premiazioni si sono successivamente svolte nella sala congressi dell’impianti alberghiero, allestita per l’occasione: dopo appena dieci minuti dalla convocazione per la cerimonia di premiazione, la sala era gremita di persone con oltre 160 presenze tra concorrenti, accompagnatori e visitatori. Il nostro Silvio Smania, patron dell’evento, ha tenuto in questo ambito anche il ruolo di “showman” con l’intrattenimento dei presenti volto a coinvolgere il pubblico. Il ringraziamento è stato subito rivolto a tutti i concorrenti, con i complimenti per la condotta di gara e lo spirito sportivo. Immancabile il riconoscimento per le mascotte più giovani della manifestazione, Edoardo Borrelli e Nicola Ceroni che hanno ricevuto in omaggio un mulinello Daiwa a testa; sono state poi consegnate le targhe alle rappresentanze di club e associazioni presenti all’evento, dal ruolo fondamentale per il mondo della pesca sportiva, ricordando il Predator Fishing Club di Bergamo, il Bass &  Pike Team  di Medicina,  l’Abruzzo  Spinning 2010, l’APS Sansepolcro di Arezzo, l’ASD Spinning Club Castelbellino e le sezioni provinciali dello Spinning Club Italia di Ravenna, Terni e Torino. Come un simbolico conto alla rovescia, i 40 migliori piazzamenti sono stati premiati in ordine decrescente, assegnando esche artificiali, bobine di filo, attrezzature professionali e buffetteria dei marchi Daiwa e Cormoran. Quasi con un tifo da stadio e supporto di grande stima, sul podio chiamati dallo speaker salivano Antonio Cedro della sezione di Torino dello Spinning Club Italia classificatosi al terzo posto, Walter Borrelli giunto secondo e Cristiano Samorè della sezione di Ravenna dello Spinning Club Italia che si è aggiudicato il titolo di Campione di questa terza edizione del Daiwa Classic.

 

I “segreti” del campione

Durante l’intervista conclusiva Cristiano ha dimostrato una grande umiltà, ammettendo di avere avuto in gara una buona dose di fortuna ma anche ti aver creduto sempre, fino all’ultimo minuto di gara, nelle esche che stava utilizzando e nella possibilità di arrivare sul podio. E’ rimasto costantemente concentrato su ogni lancio e recupero, cercando di sbagliare il meno possibile; gli artificiali che gli hanno valso la vittoria sono stati i cucchiaini rotanti di colore dorato, integrati dopo la prima ora di gara anche con alcuni minnow affondanti di 5 e 6 centimetri. Prima di congedare tutti con un doveroso saluto, il nostro Silvio Smania ha pubblicamente ringraziato l’avvocato Tinarelli (gestore del comprensorio Parco Laghi) per la collaborazione, unitamente agli sponsor dell’evento che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa: i tour operator Casa Rizzini Irlanda e Le Reve House Adventure di Vancouver, oltre allo sponsor ufficiale quale l’azienda Fassa - Team Daiwa di Milano.

Data: 21/03/2010
Luogo: Parco Laghi - Bagno di Romagna
Classifica: Scarica