Daiwa Classic 2009 "Campioni made in Italy"

La sorprendente richiesta di adesioni ricevute in occasione dell’odierna edizione annuale del Daiwa Classic, circa 200 delle quali però solamente 140 sono state accettate per le ovvie esigenze logistiche, svoltasi lo scorso 5 aprile ha ancora una volta testimoniato come questa manifestazione sappia coinvolgere in modo positivo i lanciatori, incuriositi e motivati non solo dalla ricca consistenza dei premi in palio ma soprattutto dall’ottima organizzazione che anche in questo frangente è stata espletata con professionalità e precisione. Basti tuttavia pensare che l’evento è stato interamente ripreso da una squadra televisiva di SKY, canale Caccia e Pesca, per la successiva messa in onda all’interno del programma Passione Artificiali condotto da Matteo De Falco. Per i partecipanti giunti in loco il giorno prima, ricordiamo che la manifestazione si svolgeva presso il lago di Acquapartita sito nel comprensorio del Parco Laghi in provincia di Forlì-Cesena, era stato organizzato un ricevimento di benvenuto tenutosi presso la sala congressi dell’adiacente hotel Miramonti in cui si sono poi svolte anche le premiazioni del post gara. In occasione di questo primo incontro è stata presentata la manifestazione, specificando nel dettaglio l’organizzazione e trattando i vari punti del regolamento con le domande aperte da parte dei concorrenti. Venivano inoltre estratti a sorte i partecipanti per la disposizione dell’indomani all’interno dei quattro settori ricavati dalla circonferenza del lago. In questo stesso ambito sono state esposte alcune novità Daiwa e Cormoran, nel caso specifico attrezzature, quali marchi distribuiti in esclusiva per l’Italia dall’azienda Fassa di Milano nella veste di sponsor ufficiale dell’evento. Il raduno dei partecipanti, programmato per le ore 6.30 di domenica mattina, si è svolto in maniera ordinata dando seguito all’appello dei concorrenti, all’assegnazione del settore di partenza e alla consegna del gadget omaggiato ad ogni concorrente, un esclusivo orologio al quarzo Team Daiwa in ricordo della manifestazione. Dopo un breve riassunto dei punti salienti del regolamento, alle  8  in  punto  è  stata   ufficialmente aperta la competizione. Grazie alle massicce semine di trote iridee introdotte per l’occasione dal gestore del comprensorio, le catture si sono fatte vedere subito dai primi lanci con una buona continuità anche durante il resto dell’incontro, rendendo animata e “combattuta” la competizione.

 

Le strategie dei campioni

Ogni concorrente ha chiaramente improvvisato una sua strategia, preventivamente ponderata in base al colore dell’acqua osservato alla partenza, alla temperatura ambientale e alle condizioni atmosferiche. I ragionamenti attuati dai concorrenti, e in alcuni casi condivisi nella parte iniziale del raduno, hanno praticamente dato ragione alla maggioranza dei lanciatori tanto che alla pesatura finale giungeranno poi ben 123 agonisti su 140 in gara. Un risultato più che accettabile tenuto conto della notevole pressione di pesca a cui è stato sottoposto il lago.

Chiedendo ai primi tre classificati quale fosse stato il segreto del loro risultato, è praticamente emersa un’apprezzabile umiltà nell’ammettere che una buona componente è stata la fortuna. Ha giocato un ruolo importante il fatto di trovarsi al momento giusto in una determinata posizione del settore assegnato, utilizzando esclusivamente cucchiaini rotanti e ondulanti con cui si è andati a segno sui pesci con il minore margine di errore. Infatti in queste competizioni e con pesci di taglie importanti è fondamentale ferrare in modo adeguato il predatore per agganciarlo prima di tutto con sicurezza, per poi gestirlo in tempi ragionevolmente rapidi nel portarlo a riva.

Molti partecipanti, anche esperti lanciatori, purtroppo non sono riusciti a “scalare” la classifica perché hanno perso pesci per slamature accidentali e finali spezzati soprattutto dai cappi più grossi. Gli artificiali che hanno dato i migliori risultati sono stati senza dubbio quelli di reazioni come cucchiaini rotanti, ondulanti scelti per arrivare anche a maggiore distanza dalla sponda, e minnow in genere. Naturalmente la scelta di questi artificiali è stata in primis dettata dal fatto  che   tutti  i  concorrenti   si  sono prevalentemente concentrati sulla cattura delle trote, presenti in quantità davvero rilevante anche per merito della massiccia semina eseguita in occasione dell’evento. Questo è stato in sintesi la strategia che fin dall’inizio hanno praticamente attuato tutti i concorrenti, concentrandosi fin dalle prime battute sui salmonidi con catture a ripetizione che hanno garantito l’acquisizione del punteggio iniziale. Col passare del tempo e i campi turno, la diminuzione dell’attività delle trote giustificata dalla pressione di pesca ha obbligato molti lanciatori a concentrarsi su tecniche di ricerca più selettive portate a termine vicino al fondale con recuperi molto lenti, mirando anche altre specie. Lucci, soprattutto, che hanno risposto bene alle esche in gomma compreso un esemplare di lucioperca caduto invece vittima di un ondulante dai colori sgargianti fatto ondeggiare sul fondale. Da segnalare la cattura di un bellissimo esocide di circa 4 chili che ha dato parecchio filo da torcere al bravo lanciatore che lo ha agganciato, portandolo a riva con la lenza diretta all’esca senza cavetto come finale.

 

A confronto con pesci da trofeo

Tra gli aspetti più apprezzati dai partecipanti, la taglia dei pesci seminati ha giocato un ruolo fondamentale perché ha dato maggiore qualità alla competizione facendo decisamente divertire anche chi non si è piazzato nella classifica dei premiati. Oltre ai predatori già presenti nel lago di Acquapartita, con fario e iridee che arrivavano a 4 chili, e lucci anche di oltre 10 chilogrammi, in occasione della gara sono state rilasciate moltissime altre trote con pezzature da 400 grammi ai tre chili. Con questi presupporti la competizione non si è basata esclusivamente sulla velocità di pesca, ma anche sulla tecnica di come gestire e portare alla sponda i pesci più grossi utilizzando la frizione e gestendo al meglio la preda senza compromettere l’integrità della lenza. In questo caso, per molti concorrenti, si è davvero dimostrato indispensabile il guadino per la parte conclusiva del recupero.

 

Le premiazioni

Dopo la pesatura del pescato e un gradevole buffet offerto a tutti i partecipanti, successivamente alla classifica finale stilata dai giudice e dal direttore di gara, si è direttamente passati alle premiazioni tenutesi all’interno della sala congressi, debitamente allestita, dell’hotel Miramonti. Un ringraziamento particolare è andato in prima battuta a tutte le associazioni che hanno rappresentato, in questo evento, moltissimi dei partecipanti intervenuti: Bass & Pike Team di Medicina (Bologna), Predator Fishing Club di Bergamo,  l’Associazione Pesca Sportiva Sansepolcro di Arezzo,  il Koppiola Team Gubbio, lo Spinning Club Abruzzo di Pescara, l’Okeanos Spinning Club di Roma, l’associazione dilettantistica Spinning Club Castelbellino, lo Spinning Club Sampei di Brescia, e le sezioni provinciali dello Spinning Club Italia di Ravenna, Terni, Treviso, Torino, Ascoli Piceno, Reggio Emilia e Arezzo, che tramite i loro rappresentanti hanno ricevuto una targa in ricordo della manifestazione. Sono stati premiati, come pescatori più giovani, anche Nicola Ceroni e Edoardo Borelli che si sono distinti fino al termine della gara con una perseveranza degna del più tenace lanciatore; entrambi hanno ricevuto un mulinello Daiwa. Dal 40° al 4° classificato le premiazioni si sono poi susseguite rapidamente ma sempre con l’avvincente coinvolgimento che si respira in questi momenti, assegnando prestigiose attrezzature che i partecipanti hanno favorevolmente gradito. Il momento più emozionante si è però vissuto nella lettura dei tre nomi che si sono aggiudicati il podio; Enrico Boncompagni al terzo piazzamento, con 15010 punti, e Edoardo Matrella giunto secondo con punti 16450 si sono aggiudicati entrambi un soggiorno di pesca in Irlanda presso il tour operator Casa Rizzini. A sorpresa si è rivelato invece il Campione di questa seconda edizione del Daiwa Classic il giovanissimo Davide Fantoni, che con ben 17270 punti e un totale di kg 8,270 ha meritatamente conquistato il fantastico viaggio di pesca in Canada presso il tour operator Le Reve House Adventures. La soddisfazione nel posare con il prestigioso trofeo del Campione ha fatto esternare a Davide una gioia immensa, condivisa da tutti i concorrenti che lo hanno a lungo applaudito per il suo straordinario risultato. In conclusione il direttore di gara e organizzatore della manifestazione, il nostro Silvio Smania, ha pubblicamente ringraziato tutti i partecipanti per la presenza, i collaboratori più stretti per il buon esito della manifestazione, l’azienda Fassa di Milano per il supporto sostenuto alla manifestazione, il gestore del comprensorio nella persona dell’avvocato Tinarelli, gli operatori del canale Caccia e Pesca di SKY e la rivista Spinning Magazine quale media partner dell’evento. Come già confermato l’appuntamento, più atteso che mai, è per il prossimo anno con la terza edizione del Daiwa Classic.

Data: 05/04/2009
Luogo: Parco Laghi - Bagno di Romagna
Classifica: Scarica