Daiwa Classic 2008 "Grande prima edizione"

E’ stato sorprendente l’interesse che tantissimi lanciatori hanno dimostrato per partecipare alla prima edizione del Daiwa Classic, una manifestazione assolutamente apprezzata e che si è dimostrata un punto fermo anche per il futuro. L’organizzazione, curata anche nei minimi particolari per non lasciare nulla al caso, ha conseguito il positivo apprezzamento da parte di tutti, soprattutto sulla scelta del campo gara riconosciuto come uno dei più belli e idonei ambienti che possono permettere lo svolgimento di manifestazioni di questo livello contando anche su un buon ritorno di catture. Non a caso protagonista dell’evento è stato il lago di Acquapartita nel comprensorio del Parco Laghi, situato nella fantastica cornice ambientale dell’Appennino emiliano romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Per motivi logistici legati alla comoda dislocazione dei concorrenti attorno al lago e alla controllata pressione di pesca, gli organizzatori hanno fissato un numero massimo di partecipazioni che puntualmente hanno esaurito tutti i posti disponibili; e infatti sono stati più di 100 i lanciatori che si sono radunati di primo mattino sulle sponde del lago, prima per espletare le operazioni di appello e presa visione del proprio settore, successivamente per posizionarsi nei settori di partenza. Con un leggero ritardo rispetto a quanto previsto, alle 8.20 il direttore di gara dava il via ufficiale a questa prima edizione del Daiwa Classic che in seguito si dimostrerà tutt’altro che facile con riferimento particolare alle avverse condizioni meteo che purtroppo hanno perdurato per tutto il proseguo dell’incontro. Infatti la perturbazione sopraggiunta durante la notte e il repentino abbassamento della temperatura, con un fronte ventoso che è andato sempre più intensificandosi, hanno letteralmente bloccato l’attività predatoria dei pesci rispondendo alle strategie  di pesca  sotto ogni aspettativa. Ma è stata emblematica la volontà che tutti i partecipanti hanno dimostrato nel continuare fino all’ultimo minuto, senza mai mollare ma con la convinzione di poter sentire anche un ultimo decisivo attacco da parte di qualche pesce.

 

Tante specie di buona taglia e recuperi lenti sul fondale

Parliamo soprattutto di trote, sia iridee che fario, rilasciate in buona quantità (ben 6 chili per ogni lanciatore presente) con più semine eseguite nei giorni precedenti, ma anche di lucci che sembravano essersi scatenati in funzione delle particolari condizioni climatiche. Riguardo a questi ultimi le taglie erano piuttosto diversificate, con esemplari da poco meno di un chilo e capi che rasentavano i 5 chilogrammi, senza tenere conto di ecocidi ben più grossi che hanno spezzato e tagliato alcune lenze di chi aveva il filo diretto sull’artificiale. Fin dalle prime battute le abboccate non si sono dimostrate generose, infatti i lanciatori sono stati costretti a provare molteplici strategie valutando prima le distanze di lancio, poi la profondità di pesca e per ultimo le esche artificiali più redditizie. Rispetto a tante altre manifestazioni in cui gran parte degli attacchi avviene nella prima ora di pesca, in questo caso le aggressioni si sono susseguite per tutta la durata dell’incontro anche se con minore frequenza. Ciò a dato il tempo ai concorrenti di provare innumerevoli metodi, riscontrando da subito che l’attività si concentrava entro i primi 15 metri dalla sponda con insidie recuperate molto lentamente sul fondale. Si sono infatti dimostrati produttivi, nel primo turno di pesca, i piccoli pesci in gomma armati e piombati, consentiti dal regolamento, su cui le trote entravano in caccia anche se con fulminee aggressioni che purtroppo non davano il tempo ai lanciatori di ferrare la preda; ce lo testimonia Marco Castagnoli, uno dei primi concorrenti a montare questo artificiale nelle colorazioni più sgargianti, che ha avvertito da subito più di qualche attacco. Da segnalare anche numerosi capi slamati proprio per questo motivo, condizione davvero difficile se consideriamo la già scarsa attività dei predatori. Hanno fatto la loro comparsa anche i lucioperca, pochi esemplari ma ugualmente graditi poiché rappresentavano un sicuro punteggio da calcolare al termine della gara; il primo è stato catturato da Luca Benvenuti, classificatosi secondo, con un ondulante recuperato lentamente è fatto “giocare” sul fondo. Durante il secondo turno di pesca, quando da poco si era superata la metà gara, le condizioni meteo peggioravano con l’intensificarsi del vento che soffiava contrario ai partecipanti posizionati sul primo e secondo settore; più di qualcuno ha optato a questo punto per esche compatte e dal buon peso specifico, nonostante la dimensione fosse comunque contenuta, come ondulanti e minnow senza paletta che si lanciavano anche a lunga distanza. In questo modo alcuni concorrenti sono effettivamente riusciti a raggiungere zone al largo dove si erano portati i salmonidi, agganciando soprattutto qualche splendida fario dalla livrea “lacustre”, come il grosso esemplare catturato da Mirco Collarini, che una volta in canna si esibiva in spettacolari combattimenti. Ma le sorprese non sono finite qui, perché è stato da questo momento che sono entrate in attività le grosse trote iridee, condizione durata fino ai primi venti minuti dell’ultimo turno di pesca. Ce lo raccontano Giancarlo Angeloni e Massimiliano Affettuosa che per stanare i loro magnifici esemplari hanno rispettivamente utilizzato un rotante e un cucchiaino ondulante sempre recuperi molto lentamente; altri partecipanti hanno avuto ragione di qualche pesce chiamando questa volta in causa anche crank con paletta pronunciata, da fare lavorare sempre vicini al fondo dove i pesci erano inevitabilmente concentrati. Il cielo, rimasto praticamente coperto per quasi tutta da durata della gara, verso il termine dell’ultimo turno di pesca sembrava lasciare spazio a qualche timido raggio di sole, puntualmente spuntato subito dopo che il giudice di gara aveva dato il segnale di termine della competizione.

 

L’emozione prima delle premiazioni

Durante la pesatura, mentre i partecipanti si concentravano su un “rigenerante” coffee break offerto dagli organizzatori, l’emozione era chiaramente tangibile con pronostici improvvisati su chi poteva essere al vertice della classifica. Come da regolamento venivano infatti assegnati punteggi differenziati in base alla specie catturate, assegnando 1000 punti a pesce e 1 punti al grammo ai salmonidi, 2000 punti per ogni luccio convalidato dal giudice di settore, e 700 per i restanti predatori. Ad esclusione delle trote, tutti gli altri pesci dovevano essere obbligatoriamente rilasciati come imposto dal regolamento del lago. Decisamente amplio il numero dei partecipanti premiati, ben trenta, di cui anche il lanciatore più giovane,  Nicola Ceroni,  che con  i suoi 8 anni di età è arrivato al termine della gara senza mai mollare nonostante le tangibili difficoltà. Partendo dal fondo della classifica, dal 26° piazzamento, Alberto Zuin dello Spinning Club Italia e Michele Goretti l’APS Sansepolcro hanno proceduto con le premiazioni assegnando ai vari concorrenti prestigiose attrezzature da pesca Daiwa, Cormoran e JTM, fino a giungere al podio; terzo assoluto Marco Zuccaroni, con 8370 punti, che si è aggiudicato un mulinello Daiwa Infinity-Q 3000, secondo Luca Benvenuti il quale con 8480 punti ha vinto un fantastico mulinello Steez Exist 2506, mentre il primo classificato (con punti 8880) e Campione del Daiwa Classic 2008 si è rivelato Livio D’Adamo che oltre ad essersi aggiudicato un ambito soggiorno di pesca in Canada, sogno di ogni lanciatore, ha avuto il privilegio di posare con il prestigioso trofeo che verrà nuovamente messo in palio la prossima edizione. Immancabile l’entusiasmo e la felicità per il risultato ottenuto, che ha portato Livio in un fraterno abbraccio con gli altri due piazzamenti del podio e con tutto il suo gruppo di appartenenza della sezione di Torino dello Spinning Club Italia.

 

In conclusione

Un caloroso ringraziamento va rivolto a tutti i partecipanti e alle varie associazioni che li rappresentavano, come il Bass & Pike Team di Medicina (Bologna), il Predator Fishing Club di Bergamo, l’APS Sansepolcro di Arezzo, lo Spinning Club Abruzzo di Pescara, le sezioni provinciali dello Spinning Club Italia di Rimini, Ravenna, Terni, Belluno, Torino, Ascoli Piceno, Chieti, Viterbo e Arezzo, tutte realtà che svolgono l’importante ruolo di aggregazione dei lanciatori rappresentando in parte, e in maniera esemplare, la categoria dei pescatori a spinning nel territorio nazionale. Immancabile anche la stima nei confronti dell’Avvocato Tinarelli, gestore del Parco Laghi, che ci ha permesso di usufruire di questo straordinario ambiente, e degli sponsor ufficiali della manifestazione quali l’azienda Fassa-Team Daiwa di Milano e il Tour Operator Le Reve House Adventure con sede a Vancouver in British Columbia.

Data: 06/04/2008
Luogo: Parco Laghi - Bagno di Romagna
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